Oberto, conte di San Bonifacio

Al Teatro alla Scala va in scena Oberto, conte di San Bonifacio di Giuseppe Verdi (17/4 – 14/5).  È la prima opera del compositore parmense, che andò in scena a Milano il 17 novembre 1839 proprio alla Scala; ebbe quattordici repliche e il successo fu così caloroso che l’impresario Bartolomeo Merelli stipulò col giovane Verdi un contratto di tre opere da comporre in due anni. Sebbene sia un’opera prima, che risente dell’influsso di altri musicisti a cui Verdi s’è chiaramente ispirato (ad esempio Vincenzo Bellini), Oberto, conte di San Bonifacio è concisa, ha energia e presenta alcune soluzioni nuove e del tutto personali per l’epoca, ad esempio la drammaticità di alcuni recitativi e la melodia che si profonde in diverse arie e duetti. Verdi revisionò l’opera più volte, ma dopo il successo di Nabucco (1842) l’abbandonò al suo destino cosicché non entrò mai stabilmente in repertorio. Racconta di un padre, Oberto, che sfida a duello il seduttore della figlia rimanendone però vittima, lasciando l’assassino lacerato dai rimorsi e la donna preda della disperazione. L’attuale edizione scaligera prevede un cast di affermati e sicuri cantanti: il soprano Maria Agresta, il mezzosoprano Sonia Ganassi, il tenore Fabio Sartori e il basso Michele Pertusi, che è il protagonista del titolo. La direzione d’orchestra è affidata a Riccardo Frizza, mentre la regia a Mario Martone, che ha annunciato che l’idea principale dello spettacolo sarà il Risorgimento italiano.

Paolo Di Nicola